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sabato 27 giugno 2009

Dopo Trieste, prima dell'Aquila.

Prima o poi verrà in mente a qualcuno di mettere in fila i costi di tutti i G8 del mondo e quelli di tutti i risultati che per il mondo hanno ottenuto. E di fare la somma.

mercoledì 24 giugno 2009

Cattivi pensieri


Ho pensato delle cose brutte quando ho visto e rivisto il video del musicista Petru che vacilla davanti ai tornelli della metro di Napoli, poi si accascia a terra e muore lì, davanti alla giovane moglie che si dispera mentre altri, molti altri cercano solo di allontanarsi il più in fretta possibile. Mi hanno risposto in tanti che sbagliavo, devi tenere conto della paura, del fatto che la camorra aveva sparato all’impazzata. Qualche giorno dopo è arrivato un altro video con una scena simile, l’abbiamo visto tutti, il volto di Neda, la ragazza iraniana colpita al cuore e che muore guardando il cielo. Attorno a lei il padre, un dottore che cerca disperatamente di salvarla, e tanti altri. Anche in quel caso c’era qualcuno che sparava tra la folla ma nessuno ha lasciato sola Neda. Lo so, è un paragone che non regge, in Iran questi sono i giorni delle scelte senza ritorno, cortei che paghi con anni di prigione se ti va bene, Napoli invece è una splendida città italiana che convive come può con i giorni normali di questo paese, e non so se questo valga come attenuante. Fatto sta che l’altra notte sempre a Napoli, ma poteva essere dovunque in Italia, solo una ragazza ha tenuto testa ad un gruppo di balordi che insultavano dei ragazzi davanti ad un circolo gay e per questo è stata picchiata selvaggiamente dai bulli nostrani. Gli altri, tutti gli altri, hanno fatto finta di niente. E i brutti pensieri sono tornati. (pubblicato su DNews)

mercoledì 17 giugno 2009

C'è solo la strada


Non sappiamo se tutto finirà in una gigantesca repressione con bagno di sangue o se ci sarà una nuova conta dei voti più o meno formale per dare una parvenza di legittimità al potere di Ahmadinejad, quello che sappiamo ora con certezza è che l'Iran, o meglio quella parte del paese che speravamo con forza esistesse, non solo c'è ma ci sta dando una grande prova di coraggio. Avevamo tutti visto con stupore e simpatia i ragazzi e le ragazze sorridenti sventolare i fazzoletti verdi a sostegno del candidato riformista Moussavi, quelle ultime notti di campana elettorale dove improvvisa e magica la speranza di una svolta possibile sembrava a un passo. Poi il gelo dei risultati ufficiali e l’esplosione della rabbia per le strade. Per primi loro quei ragazzi, studenti soprattutto, che sapendo quanto rischiavano hanno deciso che la protesta non doveva fermarsi. Poi dietro di loro quel fiume umano che si ingrossava minuto dopo minuto, strada dopo strada, da piazza della rivoluzione a piazza libertà, quei cartelli cosi chiari a tutto il mondo “where is my vote” dove è finito il mio voto che hanno aperto un crepa nelle certezze del regime. Ieri tra le tante notizie confuse e contraddittorie quella di professori delle università di Teheran che si dimettono in massa per solidarietà con quegli studenti coraggiosi. Comunque vada a finire, la storia, quella vera, sta passando da quelle parti. (pubbicato su DNews)

domenica 14 giugno 2009

Il cuore e la testa

Abbiamo tutti tifato per i ragazzi e le ragazze scesi in strada a Teheran ma adesso qualcuno provi a ragionare. Per evitare che lo facciano solo falchi e cornacchie.

mercoledì 10 giugno 2009

Pirati e letterine


Che l’Europa fosse lontana come chilometri e come idea lo sapevamo, che la Svezia fosse uno dei posti più lontani dell’Europa anche questo era piuttosto assodato, che infine gli svedesi abbiano spedito al parlamento europeo il partito dei pirati non fa che certificare ulteriormente la distanza siderale tra noi e loro. Brevi cenni di cronaca. Il partito dei pirati, esplicito e provocatorio, è una giovane formazione politica che vuole riformare radicalmente le leggi sulla trasparenza di internet, liberalizzare lo scambio di video, musica e informazione, modificare il diritto d’autore troppo sbilanciato –dicono- in favore dello sfruttamento economico a scapito dello sviluppo culturale della società. Ora il fatto è che i pirati, partito più popolare a Stoccolma tra gli under 30, hanno raccolto voti a sufficienza per mandare uno di loro a sedere a Strasburgo. In altre parole nella lontana Svezia non solo internet è strumento decisivo di comunicazione ma produce anche riflessi concreti sulla politica. Adesso non fate paragoni, mettiamola cosi, diciamo che da noi lo strumento decisivo di comunicazione è ancora un altro, antico ma dal fascino tuttora intatto. E anche i riflessi concreti sulla politica ci sono pure quelli. Quindi non resta che aspettare. Chissà che si diranno quando si incontreranno nella Babele di Strasburgo i pirati svedesi con le letterine nostrane. (pubblicato su DNews)

martedì 9 giugno 2009

Le domande e i nemici

Un bell'articolo di Rachel Donadio corrispondente a Roma del NYT. Un suo amico giornalista italiano le riferisce del ragionamento di un magistrato (magistrato!) a proposito di un suo pezzo critico su Berlusconi. "Si chiedeva il magistrato, in tutta serietà, se l'articolo poteva essere la prova che il sindaco di NY Bloomberg, invidioso dell'impero mediatico di Berlusconi, stesse usando lei (e il il NYT ndr) per attaccare il primo ministro italiano". Potete immaginare le risate che si è fatta la giornalista.

domenica 7 giugno 2009

Tre date



Ho guardato la lista. Ho scelto tre date, le più recenti. Ho scritto i tre nomi. Buona fortuna.

giovedì 4 giugno 2009

Le parole di Obama


Una preghiera più che un consiglio. Trovate il tempo di ascoltarlo per intero il discorso di Obama o di leggerlo. E magari poi guardatevi lui che cammina tra le Piramidi. Per una volta non perdete tempo con i commentatori.

mercoledì 3 giugno 2009

Miracolo a Palermo


Le avvisaglie ci sono già. Il miracolo dei rifiuti di Palermo che spariscono in una settimana è in corso d’opera. Vola in Sicilia Bertolaso, appare l’esercito ma soprattutto arrivano garanzie per gli addetti alle pulizie, autocompattatori da tutta la Sicilia e ai tg le dichiarazioni più che concilianti, patriottiche dei netturbini ribelli. “Torniamo in strada a lavorare” dicono gli stessi che giusto due giorni fa lanciavano ai medesimi tg parole di fuoco “non possiamo uscire in queste condizioni” urlavano “guardate le ruote lisce e che puzza c’è li dentro” indicando i loro camioncini. Intanto in strada si accumulavano i sacchetti maleodoranti, di notte telegenici falò a drammatizzare, insomma l’emergenza era bella che servita, confezionata al punto tale che anche l’itinerante segretario dei Democratici Franceschini non ha saputo resistere e ha segnalato lo scandalo durante la tappa elettorale di Palermo. Perfetto, avranno pensato a palazzo Chigi. Ed ecco che scatta l’intervento miracoloso, due parole del capo sul “problemuccio” siciliano, parte il sottosegretario tuttofare e, tempo una settimana, la spazzatura sparisce dalle strade. Che settimana direte voi, proprio quella che ci separa dalle urne. Ora inutile fare previsioni sul voto, la storia di Palermo era solo per ricordare a tutti che la partita difficilmente la vince chi diventa parte del gioco senza nemmeno averlo capito. (pubblicato su DNews)

lunedì 1 giugno 2009

A proposito del fondo toccato

Sarà banale e scontato ma è inutile nasconderselo. Il problema non è lui,  siamo noi (italiani). Prima o poi sarà evidente anche ai più testardi.