
L'ex Presidente che stamattina in Texas prepara la colazione alla moglie ci fa simpatia.
La storia delle scarpe lanciate contro George Bush fa passi da gigante. Prima le tante proteste nelle città più lontane e diverse che anziché bruciare la bandiera americana scelgono la strada più leggiadra del gioco da baraccone, con il presidente pupazzo colpito e abbattuto da mocassini e ciabatte di ogni specie. Ora si è aggiunto il fabbricante turco che proclama: le eroiche scarpe anti Bush sono una nostra creazione, resistente e flessibile, adesso siamo sommersi dalle richieste, tanto che abbiamo dovuto assumere persone per stare dietro agli ordini da tutto il mondo. Con il paradosso che anche una ditta americana le ha commissionate per cui tra poco saranno in vendita anche a due passi dalla Casa Bianca. Infine impazzano sul web sia cartoni animati che videogiochi, scarpa contro presidente, tu provi, lui schiva e tu ritenti, fino alla vittoria. Se solo non ci fosse un giornalista che per questo va sotto processo e rischia 15 anni di carcere verrebbe voglia di dire, viva le scarpe, la prossima guerra facciamola cosi, a scarpate, che ci facciamo tutti meno male.(pubblicato su DNews)
Ora il fatto che Bush abbia visitato Bagdad in gran segreto, sia stato ricevuto solo dentro la zona verde, abbia visto solo le autorità e nell'unica breve conferenza stampa sia stato preso a scarpate da un giornalista dà comunque una certa misura dello stato delle cose, cinque anni dopo.