Questa pagina non sa chi è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Fatevene una ragione. Voi si. Questa pagina potrebbe chiedervelo, farvi una domanda e voi, tra un cappuccino e una brioche, sapreste rispondere. Questa pagina invece vi chiede se ricordate questo nome. Asha. Adesso provateci, fate mente locale, tra giornali, internet, tv, tra facebook e social network, tra maratone e dibattiti, discussioni on line, manifestazioni e occupazioni. Asha. Qualcosa vi dice oppure no? Si forse qualcosa riaffiora, adesso. Una cosa africana, frammenti, dettagli, ronzii. Allora questa pagina vi aiuta un po’. 23 anni, no anzi, forse tredici. Nessuna immagine, sarebbe troppo facile, niente youtube, solo qualche testimonianza di seconda e terza mano. Era una ragazza, forse una bambina Asha. Lunedì l’altro l’hanno sepolta fino al collo in una piazza di Chisimaio, in Somalia. E poi, una pietra dopo l’altra, l’hanno uccisa. Aveva denunciato uno stupro, l’hanno accusata di adulterio. Lapidata. E noi? Non possiamo stare dietro a tutto, eravamo impegnati, nel mondo, a votare il nuovo Presidente degli Stati Uniti (pubblicato su DNews)
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mercoledì 5 novembre 2008
Non possiamo stare dietro a tutto
Questa pagina non sa chi è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Fatevene una ragione. Voi si. Questa pagina potrebbe chiedervelo, farvi una domanda e voi, tra un cappuccino e una brioche, sapreste rispondere. Questa pagina invece vi chiede se ricordate questo nome. Asha. Adesso provateci, fate mente locale, tra giornali, internet, tv, tra facebook e social network, tra maratone e dibattiti, discussioni on line, manifestazioni e occupazioni. Asha. Qualcosa vi dice oppure no? Si forse qualcosa riaffiora, adesso. Una cosa africana, frammenti, dettagli, ronzii. Allora questa pagina vi aiuta un po’. 23 anni, no anzi, forse tredici. Nessuna immagine, sarebbe troppo facile, niente youtube, solo qualche testimonianza di seconda e terza mano. Era una ragazza, forse una bambina Asha. Lunedì l’altro l’hanno sepolta fino al collo in una piazza di Chisimaio, in Somalia. E poi, una pietra dopo l’altra, l’hanno uccisa. Aveva denunciato uno stupro, l’hanno accusata di adulterio. Lapidata. E noi? Non possiamo stare dietro a tutto, eravamo impegnati, nel mondo, a votare il nuovo Presidente degli Stati Uniti (pubblicato su DNews)
lunedì 3 novembre 2008
Lo so è tardi
Ma il nome, il suo nome riscriviamolo per bene Asha Ibrahim DuhuLow. Ripetiamolo Asha Ibrahim DuhuLow, scriviamolo più grande Asha Ibrahim DuhuLow. Asha non abbiamo fatto niente, non so cosa potevamo fare ma non siamo riusciti a fare niente. Asha, Asha...
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