con la morbida fotografia
convinciamo anche la zia
se chiudi gli occhi la sua voce
verso l'urna ti conduce
tra dissolvenze e rallenty
arriviamo fino a màrtedi
giovedì 30 ottobre 2008
Le storie di Obama
Piazza Navona
Spranghe tricolori, patriottismo d'ordinanza.p.s. ai cronisti, per favore, diteci tutto su quel camion. La targa, di chi era, chi l'ha portato lì, chi l'ha fatto passare, dove sta adesso.
p.s.s. a Cossiga, ci sono i maestri, i cattivi maestri e i profeti. Lei come si sente oggi?
mercoledì 29 ottobre 2008
Occhio ad Harlem
Fossi un direttore manderei comunque un inviato nei quartieri neri di NY e LA. Se Obama perde per poco e tra i sospetti ci sarebbero grandi storie di cronaca. Se vince grandi pezzi di colore.
Manuale per carrieristi con sorpresa
La prima e unica raccomandazione è quella di leggerlo fino all’ultima pagina poi, per il resto, meglio incrociare le dita. Perché se c’è una facile previsione è quella che avrà successo, se c’è un rischio nel libro di Pier Luigi Celli “Comandare è fottere” è che ai tempi d’oggi, buttando a mare il finale, lo si prenda maledettamente sul serio. Sono centosei pagine che sembrano parlare di un mondo per pochi, quello dei manager e delle grandi aziende, in realtà provocano a ondate ripetute sensazioni di identificazione, comportamenti e persone che abbiamo visto, subito, incrociato, alla fine riconosciuto, addirittura allo specchio. Vinti e vincitori di un mondo che Celli, vita da manager, anima e scrittura molto molto più in là, racconta con l’ironica perfidia di chi sa che a descrivere le cose e i meccanismi di costruzione della carriera e del successo aziendale si trova sempre pubblico, e più si è cinici più si convince, in questo mondo poi, dove la guerra è guerra dovunque, anche nel condominio. E così capitolo dopo capitolo, straordinari quello che descrive l’avvento del potere al femminile o l’uscire di scena mettendo nei guai il proprio successore, definizione dopo definizione “i salotti sono la salvezza delle relazioni durature”, si costruisce la sensazione che le regole del mondo quelle siano, che dunque bisogna da subito sapere che posto prendere, di quanti passi muoversi e dove e come fermarsi, a guardare quelli predestinati a vincere. Invece. Col cinismo da manuale costruito a tavolino “non c’è posto per tutti man mano che si sale al vertice della piramide” Celli conduce, inesorabilmente e volutamente, proprio il carrierista di successo verso il suo baratro, quando il tempo e il senso si fanno avidi e vendicativi verso chi li ha ignorati malamente. Così le ultime pagine, quelle si, andrebbero segnalate soprattutto ai ragazzi, quelli che il curriculum lo sanno scrivere e quelli che non sanno nemmeno che cosa sia una passione che non si compra. Ho letto il libro nella prima vera giornata d’autunno. Poi sono andato nel parco con il mio setter. E’ straordinario quando corre contro il vento a inseguire le foglie che cadono.(pubblicato su DNews)
martedì 28 ottobre 2008
Giustappunto

Tornato a casa dopo essermi occupato di americani e Siria, mi sistemo davanti alla tv per la seduta di In Treatment. Così mi perdo la storia del complotto contro Obama. Per fortuna che c'era Witt, che vegliava su di noi.
domenica 26 ottobre 2008
Trattamenti in tv
Da qualche tempo il mio programma preferito è "In Treatment". Oggi ne parla bene Grasso. Non si può mai stare tranquilli.
sabato 25 ottobre 2008
Circo Massimo
Mentre parlava, dal bellissimo palco che non c'era, molti guardavano le nuvole nere. Alla fine non ha piovuto. In tv faceva effetto il suo primo piano. Sullo sfondo, a braccia conserte, distratta, pensando ad altro, stava tutta la classe dirigente del Pd. Erano fuori fuoco ma purtroppo si riconoscevano lo stesso.
venerdì 24 ottobre 2008
Se oggi fosse domani
Ecco la copertina dell'unità di oggi come sarà da domani.
giovedì 23 ottobre 2008
Scuole di comunicazione
Ragazzi, quella cosa delle lezioni in piazza è stata una trovata mediatica formidabile. Per questo il capo del governo ha dato i numeri. Per favore, come si diceva una volta, non cadete nelle provocazioni. Continuate così, che date la linea anche a quelli del circo Massimo di sabato.
mercoledì 22 ottobre 2008
La giovane Europa
Ora per favore prendete una cartina dell’Europa. Guardate a destra e troverete Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Bulgaria. Guardate a sinistra, dall’alto in basso, ci sono Finlandia e Svezia, poi Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Francia, Austria, e ancora Spagna e Portogallo. Bene. Adesso prendete il piano europeo per la riduzione dei gas serra. Chi si oppone al piano? Tutti i paesi che stanno a destra, quelli “giovani”, quelli finalmente liberi dai ceppi del comunismo, quelli che assaporano la libertà del capitalismo selvaggio e gli frega poco che il pianeta schiatterà domani perché vogliono godersela oggi. Chi parla di posizione irresponsabile? Quel parruccone di Sarkozy e tutti gli altri tromboni della vecchia Europa, da quella bigotta della Merkel, a quei pericolosi burocrati statalisti che sono Brown e Zapatero. Dove stiamo noi? O meglio dove sta il nostro brillante governo? Ma con i “giovani” naturalmente, e guidiamo pure la squadra. Allegria e tutti di corsa in discoteca stasera, l’ultimo che arriva paga il conto. (pubblicato su DNews)
lunedì 20 ottobre 2008
L'esempio
Insisteva molto, nell'ultimo periodo, sull'idea e l'importanza dell'esempio. "E' scomparso dall'Italia politica di oggi" diceva così, più o meno, in tutte le ultime occasioni di conversazione che ha avuto con i suoi fortunati interlocutori. Buon viaggio a Vittorio Foa.
domenica 19 ottobre 2008
I misteriosi nove

Ho ascoltato con attenzione i telegiornali. Per tre volte hanno detto che l'Italia non è sola nella scelta di frenare il piano antismog dell'Europa. "Con noi ci sono altri nove paesi europei" ha detto Berlusconi, il resto è disinformazione. Ho aspettato che qualcuno dicesse quali erano questi nove paesi europei. Forse la Francia, la Germania, la Gran Bretagna, la Spagna? Niente, il mistero resta, almeno nelle edizioni di pranzo.
sabato 18 ottobre 2008
Suggerimento
"... Il telegiornale italiano è alimentato da annunciatori o da dicitori che non azzardano analisi autonome. L'obiettività è formalmente salvata dal dosaggio degli interventi dei vari partiti. Da qui l'ossessionante rosario di brevi frasi, spesso senza alcun senso, nel migliore dei casi ovvie, di una manciata di politici che costituiscono una compagnia teatrale permanenete ed unica nel mondo televisivo occidentale." Questo è Bernardo Valli sulla Repubblica di oggi. Ecco, fa bene l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni a misurare i dosaggi, ma se dicesse invece cose così farebbe meglio...
mercoledì 15 ottobre 2008
Fans e amici

Uno si imbatte per caso in un videomessaggio lanciato da Ringo Starr su internet. E applaude. Barba incolta, occhiali scuri, maglione sdrucito dice poche parole ma chiare “questo è un messaggio serio per chi sta guardando, per favore non mandate più lettere per chiedere autografi, a nessun indirizzo, perchè le butterò tutte nel cestino”. Onore al batterista dei Beatles che non ne può più dei fans e di tutto l’armamentario che si portano dietro. A sessantotto anni, dopo mezzo secolo di concerti, dischi, planetaria carriera dice “ho troppe cose da fare” che firmare cimeli e bigliettini. Per favore basta. Sarà l’età che ha trasformato il caratteraccio in sincerità, sarà che il tempo cambia valore al tempo ma quella faccia burbera e infastidita di Ringo Starr che parla ad una videocamerina fa simpatia. Se ne frega delle regole dello show businness e manda tutti a farsi benedire. Con buona pace di chi su internet manda messaggi per dire a perfetti sconosciuti, vuoi diventare mio amico? No, grazie, preferisco il vaffa del più burbero dei Beatles e vado a mettere su “Let it be”. (pubblicato su DNews)
martedì 14 ottobre 2008
Dettagli

Nasce YouDem. Auguri a YouDem.
il titolo di un servizio di YouDem era "homeless senza casa". Cominciamo bene.
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