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mercoledì 15 aprile 2009

La scelta


“Prendete l’essenziale” ripete ogni volta il vigile del fuoco a quelli che accompagna davanti alla casa devastata o pericolante. E così chi ha praticamente perso tutto in un colpo si ritrova improvvisamente ad avere una possibilità, un brandello della vecchia vita da portare nella nuova. In questi giorni dell’Aquila, tra le mille schegge di storie che ti passano accanto, quelle legate alla scelta dell’essenziale da recuperare spesso svelavano le persone più di ogni racconto. Così ho visto chiedere ai vigili di prendere una chitarra, un violino, una vecchia cartina geografica del nonno, i diplomi di laurea della moglie e del figlio ma anche un coniglio nero, due pappagalli e non so quanti cani e gatti. Ho visto studenti chiedere di recuperare il libretto degli esami e il computer ma anche un sassofono, ho visto entrare di corsa a prendere la foto del matrimonio e fuggire via fuori stringendola al petto. Certo avranno chiesto anche di prendere gioielli e soldi ma a me non è capitato. I vigili capiscono subito se chi viene a recuperare l’essenziale era lì quella notte oppure no. Quelli delle seconde case, quelli che non c’erano puntano diritto alla roba, gli altri hanno il terrore negli occhi e scelgono una cosa che li possa traghettare nella nuova vita che li aspetta. Fate una prova voi adesso: c’è un vigile che vi chiede “vado dentro a prendere l’essenziale”, a voi la scelta. (pubblicato su DNews)

domenica 12 aprile 2009

Ma L'Aquila c'è ancora?


Le domande che mi fanno più spesso gli aquilani che incontro nelle tende, nei giardini, in campagna, la sera attorno al fuoco, all'aperto comunque, sono più o meno tutte così. C'è ancora questo, è ancora in piedi quest'altro, e come sta adesso quel posto, li ci si può ancora andare, e quel baretto è venuto giù? Insomma da quella notte moltissimi non hanno visto più la loro città, non la vogliono vedere o non possono per tante, troppe ragioni. Proprio per questo quelle domande fanno ancora più male.

venerdì 10 aprile 2009

I cani dell'Aquila


Sono gli unici che adesso ci fanno compagnia. Meticci di taglia grande, pastori e lupi mescolati ad una mansuetudine francescana che il più del tempo stanno sdraiati su un fianco ad aspettare e quando d'improvviso cambiano idea ti camminano di lato o davanti come se non esistessi. Erano già noti in tempi normali, uno su tutti, se non ricordo male, si chiama Nerone; ora sono diventati viandanti solitari e amici solidali di noi, abitanti provvisori di questa città vuota.

giovedì 9 aprile 2009

Dettagli


Da un tg. Al primo funerale "non mi chiedere niente" dice una ragazza al microfono che la cerca, il microfono insiste e lei lo guarda in silenzio. Lo guarda in silenzio. Il microfono alla fine capisce.

mercoledì 8 aprile 2009

Terremoti e silenzi


All’ingresso dello stadio dell’Acqua santa dove si allena l’Aquila rugby c’è uno di quei chalet prefabbricati che si usano in montagna. Messo qui sembra surreale, ci vendono le bibite di solito. Stanotte sembrava un presepe. Una luce fioca, gialla illuminava l’interno, era strapieno di persone che sembravano pastori con le coperte addosso, accovacciati, seduti alla meglio, stretti gli uni agli altri. Guardavano tutti da una parte. Su uno scatolone una minuscola tv a batterie in bianco e nero parlava di loro. Silenziosi ascoltavano raccontare i precedenti terribili cataclismi che hanno sconvolto l’Italia, l’Abruzzo. Non so se i confronti li hanno confortati, certo qualcuno si sarà chiesto perché, passano i decenni, cambiano le tecnologie ma il terremoto, nella sua totale incolpevole inconsapevolezza, sembra ancora l’identico mostro che distribuisce dolore ora come allora. Eppure stavano tutti li, ad aspettare la loro tenda, senza fare un fiato senza sollevare una discussione. Non so se il silenzio fosse dovuto alla stanchezza, la paura, lo spaesamento definitivo che ti travolge ma certo sembrava che il minuscolo televisore discutesse da solo. A notte fonda lentamente hanno preso possesso delle tende numerate. Poi sono arrivati altri rumori, altre scosse, ci sarà tempo per provare a parlare, ora meglio provare a dormire. (pubblicato su DNews)

lunedì 6 aprile 2009

Terremoto

Naturalmente non è lui che uccide, sono le case e le cose che ci piovono addosso. Soprattutto quelle che non abbiamo saputo, voluto o potuto fare per bene. Comunque adesso è ora di andare. 

mercoledì 1 aprile 2009

Asso 22

Ricordiamoci tutti questo nome, Asso 22. Così si chiama il rimorchiatore che ha fatto il suo dovere nel mare nostro e loro. La notizia si era confusa in mezzo alle altre, tragiche, che si sono susseguite in questi giorni. Affondati due, forse tre barconi davanti alle coste della Libia, erano in 600 forse, 300 sono dispersi forse. Non c’è mai certezza in queste storie, i numeri sembrano annaspare anche loro tra le onde. C’era vento forse, impossibile, anche a pochi metri come erano dalla riva, tornare a nuoto. Cosi prepariamoci a trasformarli quei numeri in storie finite lì, nelle lagrime lontane dei parenti e nel silenzio del mare. Però Asso 22 ricordiamolo. Era attraccato vicino delle piattaforme petrolifere attorno alle quali lavora, al largo delle coste libiche, quando, la notte di sabato scorso, i monitor hanno avvistato un barcone in difficoltà. Senza incertezze ha smesso di fare quello che stava facendo ed è andato a recuperarlo. Erano in 350, ora sono tutti in salvo. Grazie ad Asso 22, iscritto nel registro dei rimorchiatori di Napoli, e a tutti quelli che ci lavorano sopra. (pubblicato su DNews)

martedì 31 marzo 2009

Ancora Chiesa

E adesso il rutilante esercizio del commento revival, dalla sfumatura arguta alla constatazione triste. Avanti, c'è posto per tutti noi. 

Fiat

Una cinquecento da sei miliardi di dollari.

venerdì 27 marzo 2009

Saviano in tv

Dopo, quello che succede dopo, immagino sia la parte più difficile. I saluti, uscire dallo studio, l'automobile, che si mangia, dove, con chi. E riempire l'agenda di questo, di quello, di quell'altro ancora. Più giorni riempi, meglio è. Forse.

mercoledì 25 marzo 2009

Tempi duri per i bonus

È abbastanza chiaro che nessuno sa se il nuovo, rischioso piano di depurazione delle banche americane dai titoli avvelenati funzionerà. Sappiamo solo che per il suo ideatore, il giovane ministro del Tesoro Geithner, pupillo del presidente Obama è una sorta di triplo salto mortale. Una scommessa finale giocata tra Wall street e la fiducia dei cosiddetti “taxpayers”, cioè quei milioni di cittadini che pagano le tasse e che non vogliono buttare al vento i loro soldi o peggio vederli finire nelle tasche dei super manager responsabili del disastro degli ultimi mesi. Già perché così era andata con AIG, la più grande impresa assicurativa americana, che aveva incassato miliardi di soldi pubblici per evitare il crac e in buona parte li aveva trasformati, come se niente fosse, in bonus per i propri dirigenti. Ora il fatto che il Procuratore generale di New York, aprendo un inchiesta, sia riuscito a convincerli quasi tutti a restituire se non il mal tolto, di certo il mai guadagnato, è una buona notizia. Dà la misura però di quanto sia grave la malattia. Altro che influenza da curare con aspirine. (pubblicato su DNews)

lunedì 23 marzo 2009

Faccia da pugile, pasticcere.

L'ho sentito alla fine di uno dei servizi nei tg. Alla fine, in coda, l'avvocato di Karol Racz quasi di corsa ha detto "adesso spero che qualcuno lo aiuti, lui fa il pasticcere". Cioè per settimane noi l'abbiamo chiamato mostro, stupratore, anzi doppio strupratore, lo abbiamo visto in fotografia, al rallenty, nei titoli e nelle locandine, lo abbiamo poi riconosciuto come "faccia da puglie" e lo abbiamo riproposto anche quando parlavano di altri, di altri che forse chissà, erano stati loro. E nessuno ha mai voluto sapere di piu, nessuno ha cercato di capire chi fosse in realtà, se avesse avuto un lavoro, se lo stesse cercando. Ora il dettaglio del pasticcere, detto cosi di sfuggita da un avvocato, raddoppia la nostra vergogna. Riuscisse a a farlo davvero, in questo paese, vorrei andare a comperare delle paste da lui. 

Figli di

L'intervento di Debora Serracchiani all'assemblea dei giovani del Pd. Dice tante cose sensate e una soprattutto, alla fine si voti e si decida , anche solo a maggioranza. Buona fortuna.

giovedì 19 marzo 2009

Il gobbo, subito!

Viste le cose importanti dette dopo sulle multinazionali e l'Africa, appare ancora piu urgente limitare i discorsi, diciamo cosi, a braccio. Per il bene di tutti, Santità.

mercoledì 18 marzo 2009

Alberi e numeri

Non so se a Milano la politica si fa ancora a colpi di manifesti ma a Roma spesso succede. Appaiono improvvisi, a centinaia, due o tre parole scritte a caratteri cubitali, a volte lanciano anatemi, spesso ringraziano questo per dire male di quello, si rispondono a distanza convinti che tutti abbiano a mente la tal polemica che li dilania, insomma ti urlano in faccia cose mentre guidi con tutte le conseguenze del caso. Gli ultimi manifesti romani, però, vanno segnalati per la loro precisione. Perché parlano coi numeri. Si comincia con un generale “5500 alberi potati tra gennaio e febbraio”. Più in là, al semaforo si approfondisce “155 robinie in questo quartiere”, ancora cento metri di lungotevere e scopri “180 lecci qui, 250 platani lì” insomma la campagna firmata da tale comitato “Roma che rinasce” appartiene a quelle del genere fatti, o meglio numeri, non parole. Peccato però che spesso in quegli stessi numeri ci siano vere e proprie potature indiscriminate di intere vie della città. Alberi ridotti a monconi, contate anche quelli, che da anni aspettano di essere sostituiti. (pubblicato su DNews)

martedì 17 marzo 2009

Non mi sento solo

Ha detto il Papa ai giornalisti che, tutti attorno a lui nell'aereo che lo portava in Africa, lo circondavano. 

Tutti a casa

Trentasei dipendenti del comune di Portici assenteisti sono stati scoperti grazie a una telecamera. Adesso sono agli arresti. Domiciliari.

domenica 15 marzo 2009

Bravi e belli

Ora che per Mauro, Laura e Raphael tutto è finito bene si può dire. Ma quelli di Msf li scelgono con un casting come ER? 

giovedì 12 marzo 2009

Pere e mele

Ora si può essere d'accordo o no con la proposta di tassare i ricchi e dare ai poveri per far fronte all'emergenza della crisi ma è scorretto o peggio, in malafede, chi cita adesso gli evasori che sarebbero ancora una volta graziati, anzi si farebbero beffe e pernacchie di tale iniziativa. Perchè la proposta di solidarietà di Franceschini riguarda la "comunità" di coloro che pagano le tasse. Gli evasori sono fuori dalla "comunità", anzi sono ladri che rubano alla comunità i servizi comuni. Per loro ben altre ricette dovrebbero essere applicate, tipo niente polizia a proteggerli, nè strade su cui camminare, nè fogne, nè scuole, nè ospedali. Loro si, dovrebbero essere rispediti nella giungla. Dunque per favore, non mescoliamo le pere con le mele (marce).

mercoledì 11 marzo 2009

Che fortuna

Stragi in Alabama e Germania. Il giorno giusto per annunciare la proposta di sparare a 16 anni.

Paperino presidente

Diciamo la verità, il terreno è minato, meglio muoversi con gli amuleti di circostanza. Però qualcosa bisogna pur dire su questa titanica partita dell’ottimismo che il nostro capo del governo sta giocando contro tutto e contro tutti perché, saranno le coincidenze, saranno i cattivi consiglieri, certo è che il tempismo del premier rassomiglia almeno a quello di Paperino, il meno fortunato diciamo, degli eroi di Disney. Insomma non finisce di parlare a Vimercate per rassicurare “non ci sarà miseria, la crisi è grave ma non acuta” che arriva la previsione più nera mai fatta da un organismo internazionale. Il Fondo Monetario dice “Per la prima volta nel 2009 tutto il mondo si fermerà, anzi andrà indietro”. Ora si sa che spesso gli annunci di questi signori economisti, rinchiusi dentro le loro stanze a Washington, vengono accolti, dai governanti in carica, col fastidio col quale Pinocchio rispondeva al Grillo parlante. Però, qualche volta, arrendersi all’evidenza potrebbe rivelarsi saggio, coraggioso, forse anche simpatico ma soprattutto utile a scacciare stupidi cattivi pensieri. (pubblicato su DNews)

lunedì 9 marzo 2009

Che fare

Umberto Bossi:"Il piano casa va rivisto, non è che alla fine costruiamo le case per gli immigrati". Le avevamo pensate tutte per dire male del piano del governo ma adesso quasi quasi cambiamo idea.

domenica 8 marzo 2009

Una stanza in più

Uno perde il lavoro e quello gli dice allarga la casa. Se fosse solo così sarebbe una barzelletta, tipo dove vai, porto i pesci. In realtà è molto molto peggio.  

venerdì 6 marzo 2009

Segnalibro

Lo so lo faccio per caso, perchè erano perfette per il parco, quelle trenta pagine minuscole allegate al "venerdi" di oggi,  un libro nuovo di uno che non avevo mai sentito. Per questo la segnalazione per me vale doppio. Allora parlo di "Mia sorella è una foca monaca" di Christian Frascella. Per me che Fante e Carver sono i preferiti vi dico che lui li ha letti sicuro. Di più. Ho trovato il suo blog molto molto bello, aggressivo e ironico ma con le spalle grandi, e  si vedono gli scaffali dei libri dietro. Questo vi volevo dire.   

Tempismo

Il giorno in cui gli americani aprono all'Iran, gli italiani rinviano a data da destinarsi una visita ufficiale a Teheran. Una volta che avevamo fatto la mossa giusta, l'abbiamo cancellata.

mercoledì 4 marzo 2009

Si può fare

Oggi Repubblica ha dedicato interamente la seconda e la terza pagina (come per un tg i primi cinque minuti dopo i titoli) alle storie (piu di 800 raccolte via mail) di chi ha perso il lavoro. Quindi coraggio direttori, si può fare.

Elementare, Watson!

L’ultima in ordine di tempo è quella del Dna dei due rumeni arrestati per la violenza al parco della Caffarella che non corrisponde a quello degli stupratori. Imbarazzo, polemiche, tutto da rifare. Ora lasciamo perdere gli strombazzi che ci furono sulla brillante operazione della polizia che aveva assicurato alla giustizia in un batter d’occhio i responsabili di quell’orrore, il problema è davvero un altro. Fate mente locale su tutte le storiacce che hanno occupato tv e giornali fino a dove ricordate. Provate a metterle in fila e dite, in sincerità, da Cogne a Rignano Flaminio, da Garlasco a Perugia se ce n’è una dove i nostri brillanti investigatori siano arrivati a dare scacco matto al crimine in un batter d’occhio. Di più provate a ricordare se invece, tra Ris e commissari, scientifica e pm, non abbiano il più delle volte ingarbugliato la matassa al punto tale che spesso i processi, già lunghi di loro, si siano trasformati in infiniti romanzi criminali. Ora la domanda sorge spontanea: ci fosse un accordo con Porta a Porta? Si scherza, dottor Vespa, si scherza. (pubblicato su DNews)

martedì 3 marzo 2009

Come una mano


"Le fiamme erano come una mano gigantesca che poi è venuta avanti e ha preso tutti quanti loro". A memoria, cosi come l'ho sentita adesso al tg, la testimonianza di Antonio Boccuzzi l'unico operaio della squadra sopravvissuto la notte tra il 6 e il 7 dicembre 2007 all'incendio della ThyssenKrupp di Torino.   

E se

il dna dei due romeni arrestati per lo stupro del parco della Caffarella non corrisponde. 

domenica 1 marzo 2009

Pagelle

Nel libricino che Leonardo Sciascia scrisse sull'adolescenza di Giuseppe Antonio Borgese "Per un ritratto dello scrittore da giovane" a un certo punto si parla della scuola e dei voti ricevuti dal ragazzo: "10 in italiano, 9 in latino, 7 in componimento... 9 e 1/2 in contegno, 10 in cortesia". Si, Palermo, Italia, primi anni del secolo scorso, si prendevano i voti in contegno e cortesia.

sabato 28 febbraio 2009

Sdegno, please

Adesso uno dovrebbe stare li a misurare lo sdegno e l'indignazione per l'italiano che ha abusato di un bambino rumeno, dovremmo pretendere lo stesso spazio, la stessa attenzione, dovremmo chiamare un opinionista che dica avete visto quanto era sciocco gridare solo e sempre allo straniero cattivo... il fatto è che ormai ci hanno sfiancato, ci manca la forza, fate conto che l'abbiamo fatto.  

venerdì 27 febbraio 2009

Bacheche

In Inghilterra un'impiegata è stata licenziata perché aveva definito su Facebook il suo lavoro "noioso". Meno male che in Rai non ci si annoia mai.

giovedì 26 febbraio 2009

Sciopero virtuale

Discussione infuocata e polemiche. Su second life.

mercoledì 25 febbraio 2009

La via di mezzo

A cavallo del triangolare Italia – Inghilterra di pallone pensavo di scrivere a proposito del cartellino arancione. Dell’idea cioè, avanzata da qualcuno, di offrire una sorta di terza possibilità, a metà tra la scialba ammonizione e l’irreparabile espulsione, agli arbitri alla ricerca di consensi e legittimazione. Ho pensato, il cartellino arancione mi ricorda qualcosa. Mi è venuto in mente per esempio che anche su temi molto più complessi qualcuno ha presentato un emendamento terza via, lasciando col cerino in mano i compagni di partito. Poi mi sono ricordato che qualche giorno fa proprio un partito ha fatto addirittura un convegno sull’idea della terza possibilità. Non avranno mica parlato di cartellino arancione mi sono chiesto, perché a quel convegno c’è andato ospite lo stesso dell’emendamento terza via. Ho cominciato a fantasticare di telegiornali terza via, uno rosso, uno giallo, uno arancione per esempio. Insomma un incubo del passato, ho pensato, poi mi è apparso “Cartellino arancione, torna la Dc”. Scritto su un giornale di oggi. Firmato Marco Follini. Lo dicevo che mi ricordava qualcosa. (pubbicato su DNews)

martedì 24 febbraio 2009

Tra blog e sezioni

L'importante è che alla fine si scelga a maggioranza. In fondo una volta si faceva così.  

domenica 22 febbraio 2009

Lo giuro

Va benissimo essere fedeli alla Costituzione, va bene anche rileggere ogni tanto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo ma l'idea di andare dal vecchio papà e giurare davanti alle telecamere francamente si poteva evitare.

sabato 21 febbraio 2009

Ad assemblea finita

Cuperlo senza voce era la sintesi perfetta dello stato delle cose. 

Non c'è speranza


Viva le primarie ma dopo. 

Sulle primarie tutti (anch'io -pensate- qui e qua) avevamo già detto. Ma l'epitaffio risparmiateci l'epitaffio, grazie. 

venerdì 20 febbraio 2009

L'assemblea

Mi piacerebbe partecipare ma non sono sulla lista. Non sono mai stato in lista. Non ho mai saputo chi ha la lista né quando e dove l'ha scritta. 

giovedì 19 febbraio 2009

Futuro prossimo

Tutti assolti gli imputati dell'assassinio di Anna Politkovskaja. Il modello di riferimento è già pronto, sia del paese che del capo. Stiamo solo elaborando una versione morbida, allegra, catodica ma la strada è segnata.

mercoledì 18 febbraio 2009

Guantanamo? no, si, forse

Mettiamoci d’accordo. Niente Sanremo né crisi del PD che c’è l’ingorgo, parliamo di Guantanamo. Il supercarcere americano che sta a Cuba ha i giorni, meglio, i mesi contati. Da quasi otto anni lì sono rinchiusi, senza processo, senza accuse precise, senza confessioni, nonostante i tentativi di ottenerle con metodi poco ortodossi, i sospettati di terrorismo. Fu il simbolo dell’America di Bush, anche solo un sospetto e sparivi dal mondo. Appena eletto Obama ha annunciato, gli Stati Uniti non possono permettersi una vergogna simile, lo chiudiamo. E ha aggiunto agli alleati, aiutateci, distribuiamoci un po’ per ognuno gli ex inquilini e dimentichiamo la storia. Facile a dirsi, meno facile rispondere, almeno per l’Italia. Nelle ultime 48 ore il presidente della Camera Fini e il ministro degli Esteri Frattini hanno detto due cose diverse. Il primo, nessun detenuto di Guantanamo arriverà in Italia, il secondo, abbiamo ricevuto una lista, esamineremo caso per caso. Ora appunto, mettiamoci d’accordo. Sono solo i primi passi con la nuova America di Obama. Per favore non facciamoci riconoscere, subito. (pubblicato su DNews)

martedì 17 febbraio 2009

Ottimismo

Capita che dimentico un libro in un negozio del centro di Roma. Quando torno indietro la giovane commessa me lo restituisce con un sorriso dicendo "l'ho finito di leggere ieri, è bellissimo".  Si tratta de "la notte che Pinelli" di Adriano Sofri. 

Dimissioni ma anche

Veltroni fa la mossa, gli altri si scherniscono ridendo sotto i baffi. Lo spettacolo continua, gli applausi sono finiti.

mercoledì 11 febbraio 2009

La nostra parte

Capita che uno si trovi in Angola quando la storia di Eluana travolge tutti e tutto, voci, urla, strepiti e silenzi. Capita che gli raccontino la storia di Maria Bonino, una pediatra italiana che dopo anni di volontariato in Africa muore contagiata da un epidemia di febbre emorragica. Una fine atroce, soffocata dal suo stesso sangue. Maria stava curando bambini quando e' dilagata l'infezione. I bambini morivano attorno a lei, lei è rimasta a fare il suo lavoro. Poi anche lei si è ammalata. Ha detto agli altri, fino all'ultimo, forse è malaria, ma sapeva e alla fine, quando ha visto le prime emorragie, si è arresa. Nella sua ultima lettera ha scritto "sto morendo ma la mia consolazione è che spero di aver fatto la mia parte e so che tanti altri stanno facendo la loro parte". Maria poi non l'hanno potuta neanche riportare in Italia, i suoi. Burocrazia sanitaria, intrasportabile, paura del contagio, il corpo è stato seppellito a Luanda dieci metri sottoterra e calce viva. Di Maria pochi sapevano, non sono storie da copertina. Ieri, a tre anni dalla morte, una piccola targa l'ha ricordata all'Ambasciata italiana in Angola. Resta l'esempio, in questi giorni di parole. Una vita puoi decidere di viverla e anche di finirla facendo la tua parte. (pubblicato su DNews)

sabato 7 febbraio 2009

L'urgenza


Dopo tutto quello che è successo ieri fonti parlamentari dicono che la calendarizzazione del disegno di legge su Eluana non ci sarà prima di lunedì, cioè dopo il week end. Perchè domenica è sempre domenica. 

giovedì 5 febbraio 2009

Pietà l'è morta

In italia ci sono ambulatori che visitano, curano e danno medicine agli immigrati senza chiedere documenti. Anzi dandogli un tesserino. Un evidente segno di civiltà da cancellare

mercoledì 4 febbraio 2009

Operai


Gordon Brown? “ Ha ragione” dicono in coro i ministri italiani. Finalmente. La storia degli operai siciliani chiusi nella nave cantiere lassù in Inghilterra, circondati dalle proteste dei loro colleghi inglesi sembra fatta apposta per riportarci tutti per terra, alla durezza della crisi, del lavoro che disperatamente ci si strappa di mano. E in più aggiunge la perfidia del flash back. Certo si tratta di fior di tecnici e di operai ultra specializzati, hanno avuto un regolare contratto, ma sono siciliani, vengono da quel sud lontano dell’Europa che il nord del continente ha sempre visto dall’alto in basso. Così sono scattati ricordi di quando a partire eravamo noi italiani e gli altri ci guardavano male. Un ritorno al passato che piomba come un maglio sul recente nostrano delirare di immigrati che non servono e che rubano il lavoro e le case. Allora come la mettiamo? Chi viene da fuori il lavoro lo ruba o no? Meno male che c’è Brown che ha detto “indifendibile la protesta degli operai inglesi”. Gordon Brown è il capo del loro governo. Noi questa volta applaudiamo. La prossima volta ricordiamocelo. (pubblicato su DNews)

domenica 1 febbraio 2009

I 4gatti sono tornati

Qualcuno si ricordera dei 4gatti, ragazzi italiani e giovani economisti che durante l'ultima campagna elettorale da Londra spiegarono con parole semplici, su internet, il perchè del nostro debito pubblico. Ora ritornano e affrontano di petto storia origini e conseguenze della crisi economica di oggi. Nuovo sito e nuovo video. Stessa semplicità.