Sarà banale e scontato ma è inutile nasconderselo. Il problema non è lui, siamo noi (italiani). Prima o poi sarà evidente anche ai più testardi.
lunedì 1 giugno 2009
A proposito del fondo toccato
Sarà banale e scontato ma è inutile nasconderselo. Il problema non è lui, siamo noi (italiani). Prima o poi sarà evidente anche ai più testardi.
mercoledì 27 maggio 2009
Quella scritta nella polvere

Quanto abbiamo scritto del terremoto? Mai abbastanza per tenere il filo del quotidiano slittare delle cose e ricordare che noi potevamo essere lì adesso, in quelle tende. Un mio amico aquilano scrive quello che gli è accaduto qualche sera fa andando a Pescara, la città dove oramai da più di un mese e mezzo migliaia di abruzzesi senza casa alloggiano in alberghi e campeggi sulla costa. Parcheggia la sua automobile nel centro della città, fa le sue cose e poi di sera quando torna a prenderla trova, sul lunotto sporco di polvere, la parola “SFOLLATO” scritta con le dita. Lui racconta questo dettaglio ai suoi amici di internet e si scatenano i commenti, quasi tutti lo rincuorano dicendo ovviamente che i miseri d’animo si trovano a tutte le latitudini, qualcuno però accenna altri dettagli di un clima che lentamente può mutare “eravamo in una pizzeria del centro della città, dice un commento, parlavamo del terremoto e ci guardavano con disprezzo”. Ecco quello che può succedere. Per questo è ora, quando la commozione si è consumata, che bisogna aprire gli occhi e non smettere di raccontare, fare in modo che la dignità composta di chi ha subito un torto dal destino e soprattutto da quelli che, per incuria o peggio, li hanno fatti abitare in case mal costruite, non si trasformi lentamente, come una dose di veleno quotidiana, in umiliazione beffarda. È ora che noi dobbiamo essere lì, come possiamo, in quelle tende. (pubblicato su DNews)
venerdì 22 maggio 2009
Universale si, ma un po' meno

mercoledì 20 maggio 2009
Migranti e migratori

martedì 19 maggio 2009
Il toro e il brandy
Avete presente quei gigantesti tori neri di cartone che si stagliano lungo le strade di Spagna? Erano i cartelloni pubblicitari di un famoso brandy iberico, l'Osborne. Venti anni fa una legge vietò ogni reclame sulle strade del paese, ma i tori vennero salvati perchè ormai simbolo più che di un prodotto della Spagna stessa. Sparirono le scritte però, e le gigantesche sagome, ridipinte di solo nero, divennero ancora più evocative. Ora succede che qualche giorno fa un giornale annuncia, la Osborne vuole rinunciare al toro come marchio "è un immagine che non rappresenta più la nostra azienda, non facciamo solo liquore ma anche succhi e acque minerali, dunque meglio cambiare". Sconcerto, sorpresa poi arriva la smentita ufficiale dell'azienda "nessuna rinuncia al toro, anzi tutto il contrario" lo vedrete presto presenteremo il nuovo marchio e capirete. Insomma forse è stata solo una trovata pubblicitaria al contrario, il tentativo di legare di nuovo il nome della ditta a quelle sagome fortunate che non hanno piu logo, oppure uno sbandamento modernista repentinamente rientrato. In Spagna una cosa è sicura, il toro non si tocca, almeno quello di cartone.
mercoledì 13 maggio 2009
La linea d'acqua
Prendete un righello e fatela voi una linea sull’azzurro del Mediterraneo, un poco sotto Lampedusa. Se avete la mano ferma sarà facile, avrete realizzato, almeno sull’atlante, l’ultimo modello in tema di frontiere. Ora provate a immaginare la stessa cosa in mare aperto, fatela voi una linea sull’acqua, perchè è importante, sei hai passato quella linea ti posso caricare su, dare da bere e da mangiare, se invece sei ancora al di là della linea d’acqua allora niente, ti riporto indietro, anche se vieni dall’inferno.Così oggi siamo a discutere dell’ultima variante dell’idea di confine, nel cieco tentativo di fermare un viaggio inarrestabile, quello degli uomini verso domani che sia anche solo un poco meglio di ieri. Abbiamo alzato muri, fili spinati, di più, abbiamo costruito barriere invisibili, di carta, come racconta bene Daniela De Robert nel suo ultimo libro “Frontiere nascoste”. Storie che impressionano messe una dopo l’altra, di fossati che respingono anche solo con le parole, quelle sul permesso di soggiorno che aspetti e non sai se arriverà, che magari è già scaduto “come le mozzarelle” quando dopo mesi di attesa te lo consegnano, ormai inutile. Storie che stanno dietro quella paura dell’altro sulla quale ormai combattiamo perenni campagne elettorali e dolorose guerre invincibili. Guerre che si fermano tutti insieme o si perdono da soli, disegnando confini sull’acqua. (pubblicato su DNews)
martedì 12 maggio 2009
Differenze
Ora, francamente, è troppo facile, però, vedere i due clandestini nigeriani che bloccano il pazzo che stava martellando i due pensionati alla stazione di Palermo mentre nessun italiano muoveva un dito; e poi vedere altri italiani che si gettavano urlando contro il medesimo martellatore ma solo quando era al sicuro dentro l'automobile della polizia; beh, è troppo facile parlare di differenze...
domenica 10 maggio 2009
giovedì 7 maggio 2009
La scuola di religione
Tra le storie ascoltate a Farah (si, proprio il posto in Afghanistan dove gli americani hanno fatto strage di civili qualche giorno fa) c'è quella raccontata dal colonnello Gabriele Toscani De Col della Folgore (si, a Farah ci sono i paracadustisti italiani) a proposito della scuola per falegnami, eletricisti e carpentieri realizzata dagli americani in quella zona. Appena costruita per un po' è rimasta vuota (non c'erano tecnici insegnanti nè macchinari) poi i locali hanno pensato bene di trasformarla in una madrassa, una scuola di religione, islamica.
mercoledì 6 maggio 2009
'fanculo a Gordon Lish
Italiani ad Herat

mercoledì 29 aprile 2009
Quell'abbraccio al Papa

martedì 28 aprile 2009
venerdì 24 aprile 2009
L'aquila, da ny

Adriana, post n 267 alle foto del Boston globe
Sembra Carver
giovedì 23 aprile 2009
mercoledì 22 aprile 2009
La grande fuga
Per prima cosa prendete una cartina geografica. Cercate l’India e poi in basso a destra quell’isola grande che la fronteggia. Quella è l’isola di Sri Lanka. Lì sta succedendo in queste ore una cosa terribile che non riusciamo a raccontare. Decine di migliaia di uomini, donne e bambini scappano da una battaglia finale annunciata. Altre migliaia sono già morte prima di questa fuga. La guerra dura da decenni ed è quella che contrappone il governo aisecessionisti guerriglieri Tamil. Ma queste sono le ore più difficili. L’esercito ha dato l’ultimatum ai ribelli, le tigri tamil, che ormai sono intrappolate in una piccola fascia costiera dell’’isola, meno di 24 ore quando leggerete questa colonnina. E in quella stessa zona sono intrappolati anche migliaia di civili. L’Onu teme un bagno di sangue per loro, colpiti dal fuoco incrociato di esercito regolare e guerriglia. Ora il fatto è che di Sri lanka, l’isola splendente, noi riusciamo qualche volta a scrivere per dire che trattasi di paradiso turistico, semmai violato dalla natura cattiva come quella volta dello tsunami. Invece quando sono gli uomini che si combattono si fa più fatica, se non ci sono i nostri in missioni di pace. Per questo riprendete la carta geografica in mano, cercate col dito l’isola splendente e fermatevi anche solo un minuto a pensare, lì gente come noi sta scappando da una guerra, solo che non la vediamo, non la sentiamo. Almeno immaginiamola. (pubblicato su DNews)
lunedì 20 aprile 2009
Mi si nota di più se
I cartelli sulle sedie vuote e la camminata sicura di Ahmadinejad. Alla conferenza Onu sul razzismo di Ginevra trionfa la comunicazione non verbale. Infatti le parole del Papa e di Ban Ki Moon nessuno le ha ascoltate.
giovedì 16 aprile 2009
Quando riaprono le scuole?
Oggi grandi titoli sulle scuole che riaprono all'Aquila. Scuole nelle tende con tanto di foto di banchi e orsacchiotti e Berlusconi che arriva e la Gelmini. Ma posso dirvi che già martedi scorso maestre di buona volontà in una della tendopoli della città avevano iniziato a fare lezione con bambini di scuole diverse, nella tenda mensa di Collemaggio (a onore di cronaca ne ho fatto un pezzo anche per il mio tg ma i titoli saranno quelli di oggi). Possibile che l'agenda la debbano dettare solo gli uffici stampa, i portavoce, i ministri in visita, per non parlare di lui? Si, è possibile, anzi è la norma.
mercoledì 15 aprile 2009
La scelta

domenica 12 aprile 2009
Ma L'Aquila c'è ancora?

venerdì 10 aprile 2009
I cani dell'Aquila

giovedì 9 aprile 2009
Dettagli
mercoledì 8 aprile 2009
Terremoti e silenzi

lunedì 6 aprile 2009
Terremoto
mercoledì 1 aprile 2009
Asso 22
Ricordiamoci tutti questo nome, Asso 22. Così si chiama il rimorchiatore che ha fatto il suo dovere nel mare nostro e loro. La notizia si era confusa in mezzo alle altre, tragiche, che si sono susseguite in questi giorni. Affondati due, forse tre barconi davanti alle coste della Libia, erano in 600 forse, 300 sono dispersi forse. Non c’è mai certezza in queste storie, i numeri sembrano annaspare anche loro tra le onde. C’era vento forse, impossibile, anche a pochi metri come erano dalla riva, tornare a nuoto. Cosi prepariamoci a trasformarli quei numeri in storie finite lì, nelle lagrime lontane dei parenti e nel silenzio del mare. Però Asso 22 ricordiamolo. Era attraccato vicino delle piattaforme petrolifere attorno alle quali lavora, al largo delle coste libiche, quando, la notte di sabato scorso, i monitor hanno avvistato un barcone in difficoltà. Senza incertezze ha smesso di fare quello che stava facendo ed è andato a recuperarlo. Erano in 350, ora sono tutti in salvo. Grazie ad Asso 22, iscritto nel registro dei rimorchiatori di Napoli, e a tutti quelli che ci lavorano sopra. (pubblicato su DNews)
martedì 31 marzo 2009
Ancora Chiesa
E adesso il rutilante esercizio del commento revival, dalla sfumatura arguta alla constatazione triste. Avanti, c'è posto per tutti noi.
lunedì 30 marzo 2009
venerdì 27 marzo 2009
Saviano in tv
Dopo, quello che succede dopo, immagino sia la parte più difficile. I saluti, uscire dallo studio, l'automobile, che si mangia, dove, con chi. E riempire l'agenda di questo, di quello, di quell'altro ancora. Più giorni riempi, meglio è. Forse.
mercoledì 25 marzo 2009
Tempi duri per i bonus
È abbastanza chiaro che nessuno sa se il nuovo, rischioso piano di depurazione delle banche americane dai titoli avvelenati funzionerà. Sappiamo solo che per il suo ideatore, il giovane ministro del Tesoro Geithner, pupillo del presidente Obama è una sorta di triplo salto mortale. Una scommessa finale giocata tra Wall street e la fiducia dei cosiddetti “taxpayers”, cioè quei milioni di cittadini che pagano le tasse e che non vogliono buttare al vento i loro soldi o peggio vederli finire nelle tasche dei super manager responsabili del disastro degli ultimi mesi. Già perché così era andata con AIG, la più grande impresa assicurativa americana, che aveva incassato miliardi di soldi pubblici per evitare il crac e in buona parte li aveva trasformati, come se niente fosse, in bonus per i propri dirigenti. Ora il fatto che il Procuratore generale di New York, aprendo un inchiesta, sia riuscito a convincerli quasi tutti a restituire se non il mal tolto, di certo il mai guadagnato, è una buona notizia. Dà la misura però di quanto sia grave la malattia. Altro che influenza da curare con aspirine. (pubblicato su DNews)lunedì 23 marzo 2009
Faccia da pugile, pasticcere.
L'ho sentito alla fine di uno dei servizi nei tg. Alla fine, in coda, l'avvocato di Karol Racz quasi di corsa ha detto "adesso spero che qualcuno lo aiuti, lui fa il pasticcere". Cioè per settimane noi l'abbiamo chiamato mostro, stupratore, anzi doppio strupratore, lo abbiamo visto in fotografia, al rallenty, nei titoli e nelle locandine, lo abbiamo poi riconosciuto come "faccia da puglie" e lo abbiamo riproposto anche quando parlavano di altri, di altri che forse chissà, erano stati loro. E nessuno ha mai voluto sapere di piu, nessuno ha cercato di capire chi fosse in realtà, se avesse avuto un lavoro, se lo stesse cercando. Ora il dettaglio del pasticcere, detto cosi di sfuggita da un avvocato, raddoppia la nostra vergogna. Riuscisse a a farlo davvero, in questo paese, vorrei andare a comperare delle paste da lui.
Figli di
L'intervento di Debora Serracchiani all'assemblea dei giovani del Pd. Dice tante cose sensate e una soprattutto, alla fine si voti e si decida , anche solo a maggioranza. Buona fortuna.
giovedì 19 marzo 2009
Il gobbo, subito!
Viste le cose importanti dette dopo sulle multinazionali e l'Africa, appare ancora piu urgente limitare i discorsi, diciamo cosi, a braccio. Per il bene di tutti, Santità.
mercoledì 18 marzo 2009
Alberi e numeri
Non so se a Milano la politica si fa ancora a colpi di manifesti ma a Roma spesso succede. Appaiono improvvisi, a centinaia, due o tre parole scritte a caratteri cubitali, a volte lanciano anatemi, spesso ringraziano questo per dire male di quello, si rispondono a distanza convinti che tutti abbiano a mente la tal polemica che li dilania, insomma ti urlano in faccia cose mentre guidi con tutte le conseguenze del caso. Gli ultimi manifesti romani, però, vanno segnalati per la loro precisione. Perché parlano coi numeri. Si comincia con un generale “5500 alberi potati tra gennaio e febbraio”. Più in là, al semaforo si approfondisce “155 robinie in questo quartiere”, ancora cento metri di lungotevere e scopri “180 lecci qui, 250 platani lì” insomma la campagna firmata da tale comitato “Roma che rinasce” appartiene a quelle del genere fatti, o meglio numeri, non parole. Peccato però che spesso in quegli stessi numeri ci siano vere e proprie potature indiscriminate di intere vie della città. Alberi ridotti a monconi, contate anche quelli, che da anni aspettano di essere sostituiti. (pubblicato su DNews)martedì 17 marzo 2009
Non mi sento solo
Ha detto il Papa ai giornalisti che, tutti attorno a lui nell'aereo che lo portava in Africa, lo circondavano.
Tutti a casa
Trentasei dipendenti del comune di Portici assenteisti sono stati scoperti grazie a una telecamera. Adesso sono agli arresti. Domiciliari.
domenica 15 marzo 2009
Bravi e belli
Ora che per Mauro, Laura e Raphael tutto è finito bene si può dire. Ma quelli di Msf li scelgono con un casting come ER?
giovedì 12 marzo 2009
Pere e mele
Ora si può essere d'accordo o no con la proposta di tassare i ricchi e dare ai poveri per far fronte all'emergenza della crisi ma è scorretto o peggio, in malafede, chi cita adesso gli evasori che sarebbero ancora una volta graziati, anzi si farebbero beffe e pernacchie di tale iniziativa. Perchè la proposta di solidarietà di Franceschini riguarda la "comunità" di coloro che pagano le tasse. Gli evasori sono fuori dalla "comunità", anzi sono ladri che rubano alla comunità i servizi comuni. Per loro ben altre ricette dovrebbero essere applicate, tipo niente polizia a proteggerli, nè strade su cui camminare, nè fogne, nè scuole, nè ospedali. Loro si, dovrebbero essere rispediti nella giungla. Dunque per favore, non mescoliamo le pere con le mele (marce).
mercoledì 11 marzo 2009
Paperino presidente
Diciamo la verità, il terreno è minato, meglio muoversi con gli amuleti di circostanza. Però qualcosa bisogna pur dire su questa titanica partita dell’ottimismo che il nostro capo del governo sta giocando contro tutto e contro tutti perché, saranno le coincidenze, saranno i cattivi consiglieri, certo è che il tempismo del premier rassomiglia almeno a quello di Paperino, il meno fortunato diciamo, degli eroi di Disney. Insomma non finisce di parlare a Vimercate per rassicurare “non ci sarà miseria, la crisi è grave ma non acuta” che arriva la previsione più nera mai fatta da un organismo internazionale. Il Fondo Monetario dice “Per la prima volta nel 2009 tutto il mondo si fermerà, anzi andrà indietro”. Ora si sa che spesso gli annunci di questi signori economisti, rinchiusi dentro le loro stanze a Washington, vengono accolti, dai governanti in carica, col fastidio col quale Pinocchio rispondeva al Grillo parlante. Però, qualche volta, arrendersi all’evidenza potrebbe rivelarsi saggio, coraggioso, forse anche simpatico ma soprattutto utile a scacciare stupidi cattivi pensieri. (pubblicato su DNews)lunedì 9 marzo 2009
Che fare
Umberto Bossi:"Il piano casa va rivisto, non è che alla fine costruiamo le case per gli immigrati". Le avevamo pensate tutte per dire male del piano del governo ma adesso quasi quasi cambiamo idea.
domenica 8 marzo 2009
Una stanza in più
Uno perde il lavoro e quello gli dice allarga la casa. Se fosse solo così sarebbe una barzelletta, tipo dove vai, porto i pesci. In realtà è molto molto peggio.
venerdì 6 marzo 2009
Segnalibro
Lo so lo faccio per caso, perchè erano perfette per il parco, quelle trenta pagine minuscole allegate al "venerdi" di oggi, un libro nuovo di uno che non avevo mai sentito. Per questo la segnalazione per me vale doppio. Allora parlo di "Mia sorella è una foca monaca" di Christian Frascella. Per me che Fante e Carver sono i preferiti vi dico che lui li ha letti sicuro. Di più. Ho trovato il suo blog molto molto bello, aggressivo e ironico ma con le spalle grandi, e si vedono gli scaffali dei libri dietro. Questo vi volevo dire.
mercoledì 4 marzo 2009
Si può fare
Oggi Repubblica ha dedicato interamente la seconda e la terza pagina (come per un tg i primi cinque minuti dopo i titoli) alle storie (piu di 800 raccolte via mail) di chi ha perso il lavoro. Quindi coraggio direttori, si può fare.
Elementare, Watson!
L’ultima in ordine di tempo è quella del Dna dei due rumeni arrestati per la violenza al parco della Caffarella che non corrisponde a quello degli stupratori. Imbarazzo, polemiche, tutto da rifare. Ora lasciamo perdere gli strombazzi che ci furono sulla brillante operazione della polizia che aveva assicurato alla giustizia in un batter d’occhio i responsabili di quell’orrore, il problema è davvero un altro. Fate mente locale su tutte le storiacce che hanno occupato tv e giornali fino a dove ricordate. Provate a metterle in fila e dite, in sincerità, da Cogne a Rignano Flaminio, da Garlasco a Perugia se ce n’è una dove i nostri brillanti investigatori siano arrivati a dare scacco matto al crimine in un batter d’occhio. Di più provate a ricordare se invece, tra Ris e commissari, scientifica e pm, non abbiano il più delle volte ingarbugliato la matassa al punto tale che spesso i processi, già lunghi di loro, si siano trasformati in infiniti romanzi criminali. Ora la domanda sorge spontanea: ci fosse un accordo con Porta a Porta? Si scherza, dottor Vespa, si scherza. (pubblicato su DNews)
martedì 3 marzo 2009
Come una mano

"Le fiamme erano come una mano gigantesca che poi è venuta avanti e ha preso tutti quanti loro". A memoria, cosi come l'ho sentita adesso al tg, la testimonianza di Antonio Boccuzzi l'unico operaio della squadra sopravvissuto la notte tra il 6 e il 7 dicembre 2007 all'incendio della ThyssenKrupp di Torino.
domenica 1 marzo 2009
Pagelle
Nel libricino che Leonardo Sciascia scrisse sull'adolescenza di Giuseppe Antonio Borgese "Per un ritratto dello scrittore da giovane" a un certo punto si parla della scuola e dei voti ricevuti dal ragazzo: "10 in italiano, 9 in latino, 7 in componimento... 9 e 1/2 in contegno, 10 in cortesia". Si, Palermo, Italia, primi anni del secolo scorso, si prendevano i voti in contegno e cortesia.











