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martedì 18 novembre 2008

Titoli freudiani

Mi pare di vederlo il titolista del corriere.it, che urla alla finestra.

lunedì 17 novembre 2008

Processi

La rivoluzione sarebbe se stasera, omicidio per omicidio, Villari si e Villari no, anzichè di Olindo e Rosa, Porta a Porta si occupasse della Thyssen.

La copertina più bella

sabato 15 novembre 2008

Il sabato del villaggio



Qui c'è la trascrizione del discorso, ottima anche per mantenere in allenamento l'inglese.

Le foto di Eluana

Se c'è una cosa che non aiuta sono le foto di Eluana allora. 
Lo scrive alla fine di un bellissimo pezzo Emanuela Audisio su Repubblica di oggi.

venerdì 14 novembre 2008

Dice L'istat

E' ufficiale, siamo in recessione. Grazie, s'era capito.

La commissione

Ora francamente il problema è, piuttosto, quanti Villari ci sono dentro al PD.

giovedì 13 novembre 2008

Uomini e gorilla

Adesso sono in mezzo ai bambini, tra gli stracci che fanno da tenda, aspettando che anche qui, in questo campo profughi, arrivi qualcosa. Hanno la divisa anche loro ma non sono nè soldati del governo congolese nè ribelli. Sono rangers, guardia parco di una delle riserve naturali più preziose del mondo il Virunga park. Sotto il grande vulcano è il più antico parco nazionale africano. Solo che anche qui è arrivata la guerra, anche qui la gente è dovuta scappare dalle milizie ribelli del generale Nkunda che avanza e punta alla capitale della regione Goma. E così i rangers fanno quello che possono per uomini, donne e bambini ma non vogliono dimenticare il loro lavoro. Sono stati cacciati lontano dalla riserva dove controllavano e accudivano i gorilla di montagna "I ribelli hanno conquistato la zona dove vivono, dice il direttore del parco, non sappiamo adesso in che condizioni sono, se sono al sicuro". Di gorilla come questo, ripreso in immagini di repertorio, rimangono solo poche centinaia di esemplari al mondo. Se anche la loro storia serve a parlare di una guerra indecifrabile va bene così. Una guerra dichiarata in nome della rivincita etnica ma che invece è lotta per la conquista di miniere d'oro e di diamanti, che ha già fatto migliaia di morti e trasformato centinaia di migliaia di uomini in profughi disperati. E' una intera terra d'Africa che chiede aiuto. Uomini e gorilla. (scritto per il Tg2 delle 20,30)

Bella e imperfetta

Della nuova Unità abbiamo già detto tutto il bene possibile ma oggi, piccolo piccolo, nei programmi tv c'era scritto "Anno zero con Michele Santoro e Valentina Vezzali". Più che un refuso uno scherzo.

mercoledì 12 novembre 2008

La scelta

Certo se ti capita di stare a Fiumicino o Linate di questi giorni capisco che è difficile mantenere la giusta distanza ed esprimere con garbo un’opinione qualunque sulla protesta di hostess, steward e piloti selvaggi dell’Alitalia. D’altra parte anche loro hanno sempre fatto poco per sembrare simpatici, sia durante gli anni sciuponi che adesso a un passo dal baratro. E però, visto che siamo seduti comodi e non dobbiamo prendere voli almeno per oggi, proviamo a guardarla così. Proviamo a pensare a uno qualunque di loro e alla telefonata che potrebbe ricevere uno di questi giorni. “Pronto, qui è la CAI, senta volevamo dirle, lasci perdere gli altri, pensi per sé, dia retta, accetti il nuovo contratto, certo ci sarà da perdere qualche soldo, da trasferirsi ma insomma lo faccia per i suoi figli, lasci stare gli altri, in fondo che le importa, sono solo compagni di lavoro, si perdono, si trovano”. Ecco, più o meno potrebbe essere questa la scelta. Pensiamoci, anche solo per un istante, a un’Italia ridotta così, dove un giorno ricevi una telefonata e devi decidere, da solo, tu dentro e gli altri, mai conosciuti. (pubblicato su DNews)

martedì 11 novembre 2008

Vatican style


Una nota a Obama per le staminali, un appunto alla Cassazione per Eluana, ma un raccoglimento in silenzio ogni tanto, no?

domenica 9 novembre 2008

Gloria, la casa e il soldato - il video


L'intervista è del luglio di quest'anno, per il Tg2. La storia l'ho raccontata anche qui. Non ho il coraggio di chiamare Gloria per sapere come è andata a finire. Perchè temo che sia andata a finire male. Nonostante Obama.

Noi italiani?


Fino a quando dovremo riportare i commenti del presidente K? Quando finirà questa brutta storia?

sabato 8 novembre 2008

La legge è quasi uguale per tutti


Dopo gli arresti a Napoli si prevedono lavatrici e frigoriferi da buttare in marcia verso regioni più liberal.

giovedì 6 novembre 2008

Il triangolo italiano

Su Obama Camillo che cita Witt che segnala Camillo che risponde a Travaglio. Indaffaratissimi a capire gli uomini dello staff del neopresidente.

mercoledì 5 novembre 2008

Il manifesto for ever

Un giornale che oggi sulla foto della casa bianca titola "indovina chi viene a cena" non può chiudere.

La pasta dei sogni

La rivincita del sogno americano. Senza paura Barack Obama questo manda a dire al mondo. Lo incarna quasi fisicamente il sogno, nelle parole, nei sorrisi, nella speranza con cui guarda al futuro. 47 anni, figlio di padre africano e di madre bianca è la prova che in America tutto è possibile e che anche il muro invisibile della differenza piu velenosa, quella del colore, è ormai infranto. Erede dei sogni comuni di Martin Luther King e di John Kennedy è anche testimonianza di una democrazia straordinaria, porta aperta alle sfide piu impensabili. Nel duemila alla convention del partito democratico Obama era uno sconosciuto, entrò quasi di nascosto alla riunione del partito, quattro anni dopo era lui a introdurre John Kerry il candidato che correva per la Casa banca, mio nonno era un nero che lavorava per i bianchi, disse nel suo discorso, mi chiamo con un nome impossibile ma solo in America potrei salire su questo palco.
Già allora i delegati capirono di che pasta era fatto il giovane Obama, la sua biografica, la doppia laurea alla Columbia e ad Harvard, l'incontro con la moglie Michelle, il lavoro volontario nei quartieri poveri di Chicago, la distanza dai palazzi di Washington hanno certo aggiunto quel realismo e quella concretezza che lo hanno portato a scendere in campo nel 2007 per la Casa Bianca. Ma se ha combattuto la lunga campagna elettorale e alla fine ha vinto è perchè ha sempre portato con se, nei suoi discorsi e nei suoi comportamenti, quella pasta dei sogni di cui tutti siamo fatti e che lui ha avuto il coraggio di non nascondere. Di questo il mondo lo ringrazia.
(scritto per il Tg2 delle 18,30)

Stamattina


Soprattutto i ringraziamenti di Obama a McCain e le mani di McCain che zittivano i malumori quando annunciava le congratulazioni a Obama.
La democrazia è semplice.

Non possiamo stare dietro a tutto

Questa pagina non sa chi è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Fatevene una ragione. Voi si. Questa pagina potrebbe chiedervelo, farvi una domanda e voi, tra un cappuccino e una brioche, sapreste rispondere. Questa pagina invece vi chiede se ricordate questo nome. Asha. Adesso provateci, fate mente locale, tra giornali, internet, tv, tra facebook e social network, tra maratone e dibattiti, discussioni on line, manifestazioni e occupazioni. Asha. Qualcosa vi dice oppure no? Si forse qualcosa riaffiora, adesso. Una cosa africana, frammenti, dettagli, ronzii. Allora questa pagina vi aiuta un po’. 23 anni, no anzi, forse tredici. Nessuna immagine, sarebbe troppo facile, niente youtube, solo qualche testimonianza di seconda e terza mano. Era una ragazza, forse una bambina Asha. Lunedì l’altro l’hanno sepolta fino al collo in una piazza di Chisimaio, in Somalia. E poi, una pietra dopo l’altra, l’hanno uccisa. Aveva denunciato uno stupro, l’hanno accusata di adulterio. Lapidata. E noi? Non possiamo stare dietro a tutto, eravamo impegnati, nel mondo, a votare il nuovo Presidente degli Stati Uniti (pubblicato su DNews)

martedì 4 novembre 2008

La partita di stasera

Potete scegliere, Roma-Chelsea/Obama-Mccain
ma lo spogliatoio è giallorosso.

lunedì 3 novembre 2008

Obasta

Questi sono giorni che una maratona in una web tv o in una sala parrocchiale o in un social network non si nega a nessuno. E naturalmente i più sofisticati già si lamentano. 

Lo so è tardi

Ma il nome, il suo nome riscriviamolo per bene Asha Ibrahim DuhuLow. Ripetiamolo Asha Ibrahim DuhuLow, scriviamolo più grande Asha Ibrahim DuhuLow. Asha non abbiamo fatto niente, non so cosa potevamo fare ma non siamo riusciti a fare niente. Asha, Asha...

venerdì 31 ottobre 2008

"..signore, il Tamigi"

L'Alitalia così, la scuola così, se per caso rispuntasse la monnezza da sotto i tappeti a Napoli l'elenco dei successi sarebbe straordinario. 

Il saggio Trap

A proposito di Alitalia l'avevamo già citato un mese fa.  

giovedì 30 ottobre 2008

Le storie di Obama

con la morbida fotografia
convinciamo anche la zia
se chiudi gli occhi la sua voce
verso l'urna ti conduce
tra dissolvenze e rallenty
arriviamo fino a màrtedi


Piazza Navona

Spranghe tricolori, patriottismo d'ordinanza.

p.s. ai cronisti, per favore, diteci tutto su quel camion. La targa, di chi era, chi l'ha portato lì, chi l'ha fatto passare, dove sta adesso.

p.s.s. a Cossiga, ci sono i maestri, i cattivi maestri e i profeti. Lei come si sente oggi?   

mercoledì 29 ottobre 2008

Occhio ad Harlem

Fossi un direttore manderei comunque un inviato nei quartieri neri di NY e LA.  Se Obama perde per poco e tra i sospetti ci sarebbero grandi storie di cronaca. Se vince grandi pezzi di colore.

Retropensieri indicibili

Mailat 29, Rudy 30, per Amanda e Raffaele si vedrà... 

Manuale per carrieristi con sorpresa

La prima e unica raccomandazione è quella di leggerlo fino all’ultima pagina poi, per il resto, meglio incrociare le dita. Perché se c’è una facile previsione è quella che avrà successo, se c’è un rischio nel libro di Pier Luigi Celli “Comandare è fottere” è che ai tempi d’oggi, buttando a mare il finale, lo si prenda maledettamente sul serio. Sono centosei pagine che sembrano parlare di un mondo per pochi, quello dei manager e delle grandi aziende, in realtà provocano a ondate ripetute sensazioni di identificazione, comportamenti e persone che abbiamo visto, subito, incrociato, alla fine riconosciuto, addirittura allo specchio. Vinti e vincitori di un mondo che Celli, vita da manager, anima e scrittura molto molto più in là, racconta con l’ironica perfidia di chi sa che a descrivere le cose e i meccanismi di costruzione della carriera e del successo aziendale si trova sempre pubblico, e più si è cinici più si convince, in questo mondo poi, dove la guerra è guerra dovunque, anche nel condominio. E così capitolo dopo capitolo, straordinari quello che descrive l’avvento del potere al femminile o l’uscire di scena mettendo nei guai il proprio successore, definizione dopo definizione “i salotti sono la salvezza delle relazioni durature”, si costruisce la sensazione che le regole del mondo quelle siano, che dunque bisogna da subito sapere che posto prendere, di quanti passi muoversi e dove e come fermarsi, a guardare quelli predestinati a vincere. Invece. Col cinismo da manuale costruito a tavolino “non c’è posto per tutti man mano che si sale al vertice della piramide” Celli conduce, inesorabilmente e volutamente, proprio il carrierista di successo verso il suo baratro, quando il tempo e il senso si fanno avidi e vendicativi verso chi li ha ignorati malamente. Così le ultime pagine, quelle si, andrebbero segnalate soprattutto ai ragazzi, quelli che il curriculum lo sanno scrivere e quelli che non sanno nemmeno che cosa sia una passione che non si compra. Ho letto il libro nella prima vera giornata d’autunno. Poi sono andato nel parco con il mio setter. E’ straordinario quando corre contro il vento a inseguire le foglie che cadono.(pubblicato su DNews)

martedì 28 ottobre 2008

Nazi american plot

Giustappunto


Tornato a casa dopo essermi occupato di americani e Siria, mi sistemo davanti alla tv per la seduta di In Treatment. Così mi perdo la storia del complotto contro Obama. Per fortuna che c'era Witt, che vegliava su di noi.

domenica 26 ottobre 2008

Trattamenti in tv

Da qualche tempo il mio programma preferito è "In Treatment". Oggi ne parla bene Grasso. Non si può mai stare tranquilli. 

sabato 25 ottobre 2008

Circo Massimo

Mentre parlava, dal bellissimo palco che non c'era, molti guardavano le nuvole nere. Alla fine non ha piovuto. In tv faceva effetto il suo primo piano. Sullo sfondo, a braccia conserte, distratta, pensando ad altro, stava tutta la classe dirigente del Pd. Erano fuori fuoco ma purtroppo si riconoscevano lo stesso.    

El Alamein

Per fortuna c'è ancora Napolitano Presidente.

venerdì 24 ottobre 2008

Se oggi fosse domani

Ecco la copertina dell'unità di oggi come sarà da domani. 

Esperti

Meno male che bisognava comprare perchè i prezzi ormai erano stracciati.

giovedì 23 ottobre 2008

Mai dato avvisi ai naviganti

Scuole di comunicazione

Ragazzi, quella cosa delle lezioni in piazza è stata una trovata mediatica formidabile. Per questo il capo del governo ha dato i numeri. Per favore, come si diceva una volta, non cadete nelle provocazioni. Continuate così, che date la linea anche a quelli del circo Massimo di sabato.
Colore testo

mercoledì 22 ottobre 2008

La giovane Europa

Ora per favore prendete una cartina dell’Europa. Guardate a destra e troverete Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Bulgaria. Guardate a sinistra, dall’alto in basso, ci sono Finlandia e Svezia, poi Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Francia, Austria, e ancora Spagna e Portogallo. Bene. Adesso prendete il piano europeo per la riduzione dei gas serra. Chi si oppone al piano? Tutti i paesi che stanno a destra, quelli “giovani”, quelli finalmente liberi dai ceppi del comunismo, quelli che assaporano la libertà del capitalismo selvaggio e gli frega poco che il pianeta schiatterà domani perché vogliono godersela oggi. Chi parla di posizione irresponsabile? Quel parruccone di Sarkozy e tutti gli altri tromboni della vecchia Europa, da quella bigotta della Merkel, a quei pericolosi burocrati statalisti che sono Brown e Zapatero. Dove stiamo noi? O meglio dove sta il nostro brillante governo? Ma con i “giovani” naturalmente, e guidiamo pure la squadra. Allegria e tutti di corsa in discoteca stasera, l’ultimo che arriva paga il conto. (pubblicato su DNews)

lunedì 20 ottobre 2008

L'esempio

Insisteva molto, nell'ultimo periodo, sull'idea e l'importanza dell'esempio. "E' scomparso dall'Italia politica di oggi" diceva così, più o meno, in tutte le ultime occasioni di conversazione che ha avuto con i suoi fortunati interlocutori. Buon viaggio a Vittorio Foa.

domenica 19 ottobre 2008

I misteriosi nove


Ho ascoltato con attenzione i telegiornali. Per tre volte hanno detto che l'Italia non è sola nella scelta di frenare il piano antismog dell'Europa. "Con noi ci sono altri nove paesi europei" ha detto Berlusconi, il resto è disinformazione. Ho aspettato che qualcuno dicesse quali erano questi nove paesi europei. Forse la Francia, la Germania, la Gran Bretagna, la Spagna? Niente, il mistero resta, almeno nelle edizioni di pranzo.

sabato 18 ottobre 2008

Suggerimento

"... Il telegiornale italiano è alimentato da annunciatori o da dicitori che non azzardano analisi autonome. L'obiettività è formalmente salvata dal dosaggio degli interventi dei vari partiti. Da qui l'ossessionante rosario di brevi frasi, spesso senza alcun senso, nel migliore dei casi ovvie, di una manciata di politici che costituiscono una compagnia teatrale permanenete ed unica nel mondo televisivo occidentale." Questo è Bernardo Valli sulla Repubblica di oggi. Ecco, fa bene l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni a misurare i dosaggi, ma se dicesse invece cose così farebbe meglio...

mercoledì 15 ottobre 2008

Fans e amici


Uno si imbatte per caso in un videomessaggio lanciato da Ringo Starr su internet. E applaude. Barba incolta, occhiali scuri, maglione sdrucito dice poche parole ma chiare “questo è un messaggio serio per chi sta guardando, per favore non mandate più lettere per chiedere autografi, a nessun indirizzo, perchè le butterò tutte nel cestino”. Onore al batterista dei Beatles che non ne può più dei fans e di tutto l’armamentario che si portano dietro. A sessantotto anni, dopo mezzo secolo di concerti, dischi, planetaria carriera dice “ho troppe cose da fare” che firmare cimeli e bigliettini. Per favore basta. Sarà l’età che ha trasformato il caratteraccio in sincerità, sarà che il tempo cambia valore al tempo ma quella faccia burbera e infastidita di Ringo Starr che parla ad una videocamerina fa simpatia. Se ne frega delle regole dello show businness e manda tutti a farsi benedire. Con buona pace di chi su internet manda messaggi per dire a perfetti sconosciuti, vuoi diventare mio amico? No, grazie, preferisco il vaffa del più burbero dei Beatles e vado a mettere su “Let it be”. (pubblicato su DNews)

martedì 14 ottobre 2008

Dettagli


Nasce YouDem. Auguri a YouDem.
il titolo di un servizio di YouDem era "homeless senza casa". Cominciamo bene.

lunedì 13 ottobre 2008

Così va il mondo


A Londra stasera la Camera dei Lord ha bocciato la legge che aumenta a 42 i giorni di detenzione preventiva di persone indagate per terrorismo. La proposta era del governo laburista, a votare contro sono stati i conservatori.

p.s. un piatto di salsicce, cipolle e purè con un calice di vino al pub Coach&horses di Brutton street costa sei sterline, la cameriera sorride ed è gentile e quando esci barcolli un poco ma va bene.

domenica 12 ottobre 2008

La fiducia di Brown


A quest'ora della sera il premier inglese sparge ottimismo. Si va a letto tranquilli. O no?

venerdì 10 ottobre 2008

Cara Milena

ti scrivo da questo blog semiclandestino ma formalmente pubblico perché penso che sia giusto riflettere pubblicamente sull'ultimo successo di Report a proposito dell'emendamento "salvamanager" che oggi tutti si affrettano a ripudiare. Non ho chiesto dettagli a te e alla tua redazione di proposito perchè voglio riflettere solo a partire da quello che ho letto e visto, come possono aver fatto tutti. Ho letto che questa volta hai anticipato la notizia a Repubblica e, visto come è andata, forse hai fatto bene. Troppe volte le impressionanti denunce della tua trasmissione sono passate sotto silenzio. Stavolta invece l'articolo del giornale, poggiato sui banchi di Montecitorio, ha prodotto quel piccolo teatrino delle dichiarazioni incrociate con effetto domino e scaricabarile che ha ottenuto il risultato. Ora ecco le riflessioni. La prima riguarda il ben noto circo della comunicazione dove ognuno ha i suoi ruoli purtroppo, secondo il quale Report, se va avanti da solo, è l'eroico cane che abbaia sempre e quindi non morde, se invece porta la selvaggina a un cacciatore che conosce i suoi commensali la preda arriva in tavola. La seconda poi è la stupefacente rapidità con la quale la politica rivolta la frittata e le parti in scena per cui non solo non si trova più uno che difenda l'emendamento scovato dal segugio Reporter ma tutti ora dicono che in qualche modo quella insopportabile ingiustizia sarebbe stata cancellata comunque, figurarsi. Questo dà l'idea della pericolosa "palude definitiva" (bellissimo e tragico titolo di un libro di Giorgio Manganelli) in cui siamo finiti. Terza riflessione, l'unica che mi preme davvero, riguarda chi ancora legge tutte le carte fino in fondo, chi le mette in relazione con i fatti e le persone, chi trova connessioni e le racconta. Siete rimasti in pochi Milena, lo sai bene, nemmeno chi le scrive le legge più, le carte. Anche i più agguerriti controinformatori del web rilanciano quelle di seconda e terza mano, e le connessioni spesso sono un misto di google e sentito dire.

Per questo Milena salutami i tuoi ragazzi e ringraziali, so che è dura ma gli esempi più sono rari e più vale la pena seguirli. Angelo Figorilli. 

giovedì 9 ottobre 2008

Sentinella al computer


In redazione leggevo (da Witt) che forse domani qualcuno scriverà che i due rom accusati nel maggio scorso di aver tentato di rapire una bambina dal carrello di un supermercato nel parcheggio del medesimo sono stati prosciolti. Diciamo assieme grazie ai ragazzi di Step1 il giornale degli studenti dell'università di Catania. Sono loro che non hanno mollato la storia.

mercoledì 8 ottobre 2008

Uomini e borsini

Li ho visti già una volta così, qualche anno fa, nei salottini al pianoterra delle banche, o peggio in strada, inforcare gli occhiali, strizzare gli occhi davanti ai televisori dei borsini, per accertarsi se quello che vedevano era vero. Me li immagino ancora lì, a guardare con lo sguardo fisso i monitor che nel frattempo saranno diventati al plasma, rinserrandosi un poco nel primo soprabito d’autunno che a una certa età il freddo si fa sentire. Erano impiegati, portieri, artigiani, poi diventati pensionati, e anziché fermarsi al bar, tutti i giorni facevano visita alla loro banca. Li ho sentiti telefonare oggi alla trasmissione alla radio per chiedere consigli “Sono entrato in xyz, me l’hanno consigliato, lei che ne pensa?” In genere l’esperto farfuglia qualcosa di tecnico e li rassicura, oggi ho sentito un esperto sincero o depresso che diceva “no era meglio se stava fermo, non so che succederà, ma non è finita”. Ora, una cosa sola vorrei dire, vi prego, non passate gli ultimi giorni davanti alle vetrine delle banche a guardare i numeri dei televisori, che adesso viene l’inverno vero (pubblicato su DNews).

martedì 7 ottobre 2008

Gelmini pensiero

"Dopo la Bibbia leggiamo in tv la Costituzione". Poi per i quiz ci si pensa. 

domenica 5 ottobre 2008

Banche

Mi si nota di più se faccio un cda straordinario di domenica o se faccio finta di niente?

sabato 4 ottobre 2008

La linea

Fossi in Veltroni ringrazierei gli immigrati del corteo di Caserta per aver suggerito una cosa da fare il 25 ottobre.
p.s. a vederli sfilare finalmente così sembrava Parigi.

giovedì 2 ottobre 2008

Non ci posso credere

Dopo l'associazione Red di D'Alema arriva l'associazione White di Castagnetti.

mercoledì 1 ottobre 2008

Welcome

Benvenuto al direttore De Bortoli nel club dei giornalisti autocritici

L'invidia del profumo

Ieri dovevi comprare, signor bue. Non oggi...

Di tutti o di nessuno

Ne discutevo giorni fa con amici. Il problema non è destra e sinistra, prima ancora c’è l’idea stessa che noi abbiamo di bene pubblico. Faccio l’esempio che mi viene spesso, quello dei parchi. Prendete Battery, la punta estrema di Manhattan, lungo il fiume ci sono chilometri di verde attrezzato, manutenuto, sorvegliato, pulito, illuminato bene. Chi paga? Ebbene si, non paga il comune ma i residenti, cioè gli abitanti dei lussuosi condomini che su quel verde si affacciano. Circolo privato quindi? Niente affatto perché i prati di Battery park sono assolutamente gratuiti e aperti a tutti. Questo provoca anche un piccolo miracolo, tutti quelli che ci vanno non sporcano, non fanno danni e non creano problemi. Si può spiegare con il circolo virtuoso noto per cui tu se trovi un posto bello nel quale stai bene cerchi di mantenerlo così. Ma non basta. Dietro ci sono risposte diverse a questo problema: definite il bene pubblico. A New York, in America e in gran parte delle società europee dicono: un bene di tutti. Da noi temo che molti pensino, senza aver il coraggio di dirlo: una cosa di nessuno. Se non si comincia da qui, non c’è politica che tenga. (pubblicato su Dnews)